Copia di ARTISTAINVERSOPERVERSO

Esposizione Personale di Arte Contemporanea: Artista inversoperverso

Esposizione Personale di Arte Contemporanea: Artista inversoperverso

Artista: Artista inversoperverso

Curatore: Pamela Cento.

Dove: Galleria CL, Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (Metro Piramide)

Quando: dal 5 al 19 maggio 2018

Inaugurazione: sabato 5 maggio, dalle 19.00 alle 22.00

Info: www.elenabernardi.com

 

La Galleria Elena Bernardi e l’Associazione Anima e Corpo presentano l’esposizione di Artista inversoperverso presso il Caffè Letterario di Roma, lo spazio multifunzionale tra i più conosciuti della Capitale. Un percorso espositivo di circa quaranta opere, la maggior parte inedite,  che costituiscono degli approfonditi appunti visivi di un diario personale in cui Artista inversoperverso riporta le proprie interpretazioni generate dalla con-fusione di sogno e realtà. Quando di sogno si tratta, il suo è un dormire a occhi socchiusi, un dormiveglia che fa emergere stati di coscienza alterati da un fagocitare tutto ciò che è dentro e fuori. Vorace di immagini, di tutto ciò che vede, le opere di Artista inversoperverso costituiscono una finestra sul mondo anche al senso di una finestra chiusa ermeticamente all’esterno: lo vede e lo sente psichicamente riuscendo con una linea a ricostruirne i contorni, senza nessuna immersione fisica in esso. E’ la distanza che genera l’essere spettatore degli altri e di se stesso, distanza che lascia attoniti e inermi i suoi personaggi. Una volta assimilato ogni input deve essere trasformato ed espulso da Artista inversoperverso attraverso il procedimento artistico catartico: deiezioni ed emozioni si tramutano nel denso colore a smalto o in materia iridescente e impalpabile che come lacrime si riversa silente dall’ovunque.  Non c’è nessuna deflagrazione, nessun corpo che urli e che ormai incapace di trattenere tutto il brutto e il bello del mondo si squarci, ma al contrario c’è il restare immobile come dentro ad una fotografia; nello stesso modo restano a vivere e a guardare tutti i coprotagonisti come le donne, il Sole, la Luna, il pesce o la barchetta a vela di quando si era bambini. Il linguaggio utilizzato, composto principalmente da colore e tratto asciutto, va diretto al punto focale e alla sintesi del discorso. Senza usare mezzi termini forma i suoi racconti, crudi e traboccanti di poesia, che chi vorrà entrarci dovrà poi ricomporre come fossero puzzle; a poco aiuteranno nella lettura le parole che solitamente Artista inversoperverso riporta direttamente all’interno dell’opera, frasi che a prima vista ingannano sembrando una mappa di orientamento alla lettura pittorica per rivelarsi subito dopo l’opposto aprendo a ulteriori enigmi e chiavi interpretative. Artista inversoperverso depista, come riescono a farlo gli artisti lontani dall’essere didascalici, decorativi o semplicisticamente comunicativi (tratto dal catalogo dell’esposizione a cura di Pamela Cento).

Interviste sul palco faranno conoscere ulteriormente l’artista e il suo mondo inverso e perverso.

 

 

ARTISTA INVERSO PERVERSO

Al di qua o al di là della finestra chiusa

di Pamela Cento

 

Se la mano sinistra nel tempo è stata considerata la mano difettosa, ora in Artista inversopeverso è la mano che potentemente crea e realizza il tratto della sofferenza e dell’abbandono. Segna e spazia veloce sul piano bidimensionale per fermare le proprie annotazioni di vissuto: approfonditi appunti di un diario personale in cui riporta artisticamente le sue interpretazioni generate dalla con-fusione di sogno e realtà.

Quando di sogno si tratta, il suo è un dormire a occhi socchiusi, un dormiveglia che fa emergere stati di coscienza alterati da un fagocitare tutto ciò che è dentro e fuori. Vorace di immagini, di tutto ciò che vede, le opere di Artista inversoperverso costituiscono una finestra sul mondo anche al senso di una finestra chiusa ermeticamente all’esterno: lo vede e lo sente psichicamente riuscendo con una linea a ricostruirne i contorni, senza nessuna immersione fisica in esso. E’ la distanza che genera l’essere spettatore degli altri e di se stesso, distanza che lascia attoniti e inermi i suoi personaggi.

E se la mano e il pennarello corrono rapidi e sicuri sul cartoncino Bristol, la cui diversa colorazione sempre piatta e monocroma origina la differente spinta emozionale di avvio dell’ atto artistico, la mente fugacemente si ri-perde nei propri meandri mentre il resto del corpo rimane nel qui e ora, intrappolato nell’istante. Sono gli istanti di cui ci parla, pieni di situazioni e personaggi introiettati a tal punto da essere o comunque divenire autoritratti, e poco importa se siano esistiti realmente o meno.

Una volta assimilato ogni input deve essere trasformato ed espulso da Artista inversoperverso attraverso il procedimento artistico catartico: deiezioni ed emozioni si tramutano nel denso colore a smalto o in materia iridescente e impalpabile che come lacrime si riversa silente dall’ovunque.  Non c’è nessuna deflagrazione, nessun corpo che urli e che ormai incapace di trattenere tutto il brutto e il bello del mondo si squarci, ma al contrario c’è il restare immobile come dentro ad una fotografia; nello stesso modo restano a vivere e a guardare tutti i coprotagonisti come le donne, il Sole, la Luna, il pesce o la barchetta a vela di quando si era bambini.

Il linguaggio utilizzato, composto principalmente da colore e tratto asciutto, va diretto al punto focale e alla sintesi del discorso. Senza usare mezzi termini forma i suoi racconti, crudi e traboccanti di poesia, che chi vorrà entrarci dovrà poi ricomporre come fossero puzzle; a poco aiuteranno nella lettura le parole che solitamente Artista inversoperverso riporta direttamente all’interno dell’opera, frasi che a prima vista ingannano sembrando una mappa di orientamento alla lettura pittorica per rivelarsi subito dopo l’opposto aprendo a ulteriori enigmi e chiavi interpretative. Artista inversoperverso depista, come riescono a farlo gli artisti lontani dall’essere didascalici, decorativi o semplicisticamente comunicativi.

Facendosi forte dell’automatismo psichico surrealista rompe tutte le regole del bello e del “bel” tratto, è urgente il suo dover comunicare e non c’è tempo da perdere in progettazioni e belletti, ne scaturisce un sistema linguistico emozionale puro che senza discernimento dà un calcio anche alla prospettiva.

Attraverso una pratica pittorica che invece di aggiungere tende a togliere e che a livello di contenuto attraverso l’assenza crea la presenza, Artista inversoperverso con la sua arte riesce a dare dei pugni allo stomaco a chi cerca un dialogo con il (suo) mondo, e lo fa mostrando schiettamente quello che è, ciò che c’è, ciò che è desiderato ardentemente… tutto ciò che vede sempre e comunque davanti alla finestra, da quale parte poi tu fruitore ti trovi (da quale prospettiva guardi ed esisti), se al di qua o al di là della finestra chiusa,  conferisce spazio all’emozione più ampia e  al to be continued dei racconti grafici di Artista inversoperverso.

Data

5 maggio 2018 - 19 maggio 2018

Ora

19:00 - 22:00